Capitolo 1
Largo ai giovani
Questa notte ho avuto un incubo, ho sognato Giovanni Maina che mi trattava bene, due occhi azzurri color del cielo che mi sorridevano… poi fortunatamente mi sono svegliato!
Inizia così il week end più sportivo della mia vita. Facciamo un ulteriore passo indietro a venerdì 14. Questa volta mi sono preparato per tempo.
Iniziamo dalle attrezzature: bici (le gomme sono abbastanza gonfie), porta bici (appena acquistato, libererà spazio nell’auto), scarpe da bici (mi fanno un po’ male e magari sarebbe meglio comprarne un paio nuove), costume, occhialini, cuffia, scarpe da running… c’è tutto. Per sgranchirmi le gambe vado con Stefano, l’alunno ciclista, fino a Rossana e tornando passo da Tommy, il ciclista, solo per scrupolo.
Le ruote sono praticamente sgonfie e soprattutto non sono fissate al telaio col rischio di vedere la ruota andarsene sul più bello; chiedo consigli anche sulle scarpe e lì scopro, dopo 5 mesi, di averle utilizzate con le due solette, quella invernale e quella estiva, sovrapposte: FANTOZZI si nasce!
Il secondo problema della giornata è dato dalle istruzioni per il montaggio del porta bici. Ebraico, arabo, urdu, svedese… e non una lingua che sappia capire. I disegni non aiutano e naturalmente sbaglio a montare. Peccato che in questi mesi abbia acquistato una certa forza e così i bulloni non si svitano più. Arrivo a prenderne a martellate uno col risultato ora ho un porta bici montato male e ammaccato!
Con la bici nel cofano parto con Ace e la sua amica Francesca che ormai è la fotografa ufficiale della squadra.
Piano piano arrivano gli atleti. Oggi è il giorno del debutto dei più giovani e degli ultimi aggregati al nostro grande squadrone.
Vedere Barbara BibiFaletto è una gran gioia perché si tratta di lento rientro. Valerio, Cristiano, Roby Baudracco sono ormai dei veterani. Spunta ad un certo punto MacsMaffo e si intuisce subito che uno così non possa che essere un triatleta, non capisco se correrà scalzo o in ciabatte, per me è già la mascotte.
Un capitolo a parte bisogna dedicarlo a Dominique Bolaboto!!!
Cap. 2:
DOMY: QUANDO CORPO E MENTE ANCORA FANNO A PUGNI!
Tra i debutti di oggi tre sono di miei allievi. Sono tranquillo per quanto riguarda Francesca Delmy e Ele Galletto, sono ragazze in gamba, sono abituate a lottare, l’incognita è Domy.
Arriva puntale, e già questo è un punto a suo favore, ha indosso la divisa ufficiale, secondo punto, ha in mano una bici… incredibile sembra pronto.
Tutto bene fino al momento del ritiro del numero. Le ragazze risultano non essere ancora tesserate e ognuna arriva con proprio certificato medico. Domy sicuramente avrà letto solo il titolo delle comunicazioni che il direttivo aveva diramato.Non ha il certificato medico e senza quello non si parte.Mi spiace per lui, per sua madre, per la squadra e quindi tento di capire la situazione.
Primo tentativo, telefonare alla dottoressa di Marene e richiedere un fax….Nulla… non si trova.
Secondo tentativo, fare gli occhi dolci alla commissaria… manco a parlarne.
Terzo tentavo mentire spudoratamente sulla sua iscrizione alla Fitri. Io sono il suo prof. di religione ma nonostante questo inizio a discutere con gli arbitri spergiurando sulla sua iscrizione forse non ancora recepita del sistema. Fingo di telefonare al presidente, al vice presidente e al segretario del Triteam. La querelle dura parecchio e l’unico tranquillo è proprio Dominique. Ad un certo punto entra in scena il protagonista dei miei incubi, il coach Giovanni Maina, con la situazione più legale possibile. C’è un medico presente in tutte le gare che in cinque minuti firma il certificato. SI può gareggiare.
Per la cronaca l’esotico marenese dimenticherà anche di mettere il numero alla bici e 30 secondi prima della partenza una serie di badanti riusciranno a farlo partire con tutti i crismi.
Cap. 3:
La gara
Per questa gara ho un solo obiettivo, battere Davide Nerattini, ex collega di Ed. Fisica e Deus ex Machina del triathlon cuneese.
La mia parte del nuoto è quasi patetica. Arrivo ad uscire dall’acqua con un salto da rana, qualcuno afferma che abbia continuato a nuotare anche sul bordo vasca, ma è parola di Maina quindi non attendibile!!!
Nella batteria precedente Eleonora Galletto esce per seconda, Bibi e Ace si fanno onore.
Io vengo doppiato da Nerattini e la cosa mi scoccia assai.
Quando arrivo dalla bici è facile trovarla essendo rimasta solo quella.
Come un forsennato inizio a pedalare, il tratto è corto e non ho speso molte energie.
Recupero molte posizioni già in salita ma è in discesa che riesco a dare il meglio. Passo davanti ad alcuni compagni cercando di incitarli. Mi sento Santambrogio al giro, o meglio mi sento doppato dalla tanta adrenalina.
La corsa è corta ma ancora non mi attira per niente. Mi superano a pochi metri dal traguardo Roby, Rolfo, Luca Mellano e Edo Galliano, gli ultimi tre al debutto. Prima dell’ultima curva intravvedo Nerattini e di colpo le gambe si muovono. Lo passo in scioltezza e mi sento realizzato. Cristiano Allio è secondo assoluto, Valerio Ferrero è quinto. Ace è pure lei quinta e Bibi sesta di pochi centesimi.
Insomma come al solito sono il peggior tempo tra gli atleti del Triteam anche se mi ritrovo 20 in classifica e 4 in quella di categoria.
Io sono felice. Dominique Bolaboto al suo debutto è 14 grazie ad una corsa forsennata. Le ragazze sono raggianti. La famiglia ha vinto!
Cap. 4
Altro giro altra corsa…
Ho capito tutto su come si devono dosare gli sforzi, decidere attentamente le gare… infatti ho ancora in bocca l’ultimo rigatone gelato del pasta party di Piasco quando riparto per la nuova avventura: Pettenasco!
Appuntamento alle tre con le stelle dell’atletica saviglianese: Luca Miceli e Giovanni Gullino.
Luca è un velocista, anzi è così veloce che non fa a tempo a salire sulla macchina che già dorme.
Fortunatamente Giovanni è brillante e parlare con lui è piacevole.
L’arrivo a Pettenasco è abbastanza veloce. Siamo sul lago d’Orta.
Ad attenderci Ciaffer (il presidentissimo con famiglia al seguito), Richy Castelli (il segretarissimo con famiglia al seguito), Ale Persia, Marco Bianciotto, Roberto Tabarini (tutti con famiglia al seguito) e IronMiguel (il passionario, il no global, l’anti Tav, il Che de noartri… che non ha al seguito la famiglia solo per non avere distrazioni).
Finalmente in una gara ufficiale c’è Paolo Giletta e per completare la compagnia Luca Donalisio con fidanzata, Simona Bergese spettatrice e fan di Bartolo in gara con la staffetta delle meraviglie, Marco Bosio con compagna Andrea Romano che si materializzerà alla partenza, farà il miglior tempo della squadra per poi sparire….ma lui forse è solo un ologramma.
Io che ci faccio qui?
Richy mi ha proposto una sorta di passeggiata sul lago, secondo lui pochi chilometri all’ombra per dare manforte ad una staffetta mista con altri due che ancora non conosco.
La cena è un bel momento di festa. Il vino fa schifo, la birra sembra allungata con l’acqua del lago ma il cibo e soprattutto la compagnia è deliziosa. Mi accorgo in quel momento di aver dimenticato di invitar mia moglie ma la macchina era già piena e non ero riuscito a montare il portabici… insomma inizio col sentirmi una “merda”. Caspita che idea di famiglia darò?
Dormo nel letto matrimoniale con Miguel e se mettessi in relazione questo avvenimento con il fatto che nella borsa ho ancora la sua vaselina qualcuno potrebbe pensare che l’aver lasciato le mogli fosse premeditato!! Malpensati!! Dormo con Miguel che passa per un russatore ma non sa che io posso vantare premi in questa specialità. Mi metto i tappi e mi risveglio alle 6,30 del mattino. In campeggio tutti dormono tranne Richy che ha cotto e mangiato il riso (a quest’ora!!!).
Conosco i miei compagni di squadra. Antonio Lembo e Francesca Albarello. Metto subito le cose in chiaro. E’ la mia prima gara a staffetta, pedalo per divertimento e non garantisco di arrivare al traguardo.
Mio accorgo di essere prima di tutto fan dei miei compagni. Voglio assistere alla gara Ciaffer/Giletta e gioire con la staffetta delle meraviglie.
La partenza nel lago è sempre magica, i livelli di agonismo sono diversissimi, si parla di gente che ha fatto le olimpiadi, di ciclisti professionisti e nuotatrici di rango internazionale. I primi a partire hanno la cuffia nera tranne tre transessuali con la cuffia rosa. Partono poi le donne e infine le staffette. Mi vergogno ma cerco prima Giovanni Gullino e poi Francesca.
Giletta esce dal lago nei primi 10/15 posti. E’ un treno.
Io ho paura di non riconoscere Francesca perché ci siamo parlati per pochi istanti e quindi mi avvicino a tutte le donne che entrano nella zona cambio. Sembro un maniaco!
Arriva il mio momento. Parto e mi ritrovo da subito a raggiungere qualche atleta. Non sapendo come passare il tempo faccio il giochino. Con la mano destra conto quanti mi sorpassano e con la sinistra quanti riesco a sorpassare.
Verso la fine del primo giro mi accorgo di aver superato due del triteam, Ale Persia mi riprende in discesa perché freno dalla paura, lo ripasso sul falso piano per poi farmi risuperare alle ultime discese.
Mi sento esaltato, ho superato 27 persone e sono stato superato da 3, uno dei quali è Ale quindi mi fa anche piacere.
Quando entro nella zona cambio scopro che la gara non è ancora finita per i primi. Vedo Antonio da lontano. Un giudice urla di non togliere il casco e un altro mi vuole squalificare perché ho casco in testa al momento del passaggio del Chip. Mi crolla il mondo. Tutti questi km (80/82/90 boh?) per essere squalificato da un giudice grassone che si sente Dio solo perché ha un blocchetto notes in mano!
Cerco Simona tra il pubblico. Lei è notoriamente la persona che sa calmarmi. Prendo coraggio e vado a parlare con il giudice capo. Vengo a scoprire che mi è stata assegnata un’ammonizione e non una qualifica! Fanculo arbitro grassone, la mia gara è valida!!!
Ritorno a fare il fan. Paolo Giletta e Biancotto si sono fermati per problemi fisici (il caldo è insopportabile), Ciaffer sembra in difficoltà. Richy va come un treno.
Vedo passare Luca Miceli che secondo gli altri dovrebbe transitare all’arrivo.
Ad un certo punto si concretizza il dramma. Micio sta percorrendo il terzo giro mentre ne sono previsti solo due. Mal consigliato dai giudici arriverà ad iniziare il quarto. Si vede che è un maratoneta ma speravo che sapesse contare fino a due!!!
Gli atleti arrivano stravolti. Andrea Romano sparisce sulla linea del traguardo confermando la mia ipotesi di poco fa. Arrivano tutti: Richy, Ciaffer (dopo una gara di ciclismo da professionista), Miguel (un po’ provato per la verità. Conoscendolo darà la colpa al concubino russatore..), Sandro, Luca Donalisio (in staffetta con Coraglia e Ramondetti in 4 ore e 56), Antonio (la mia staffetta concluderà con un ottimo 5 ore e 4), Marco e Roberto.
Il tuffo vestito nel lago sarà la degna conclusione di questa avventura.
Da Nibbiano Giovanni Maina non ha ancora dato segnali, sarà il suo solito trionfo!
Che dire. La famiglia è la famiglia, don Ciaffer, il picciotto Ricky Castels e il boss dei boss Michelino Gugliotta si stanno imponendo in nuovi mercati. Le frontiere sono cadute…. Gli avversari avvertiti…. Minchia!
Mauri B.