Embrun 2019, appuntamento con la storia, con i grandi numeri e con la grande fatica. Ma la base è sempre la stessa intramontabile passione di Riccardo Castelli per la triplice disciplina. 

Una lunga preparazione da dividere fondamentalmente in due momenti: i km di bicicletta e corsa, abbinati alle vasche a nuoto, da una parte; l’aspetto emozionale e mentale dall’altra tra ricordi, statistiche e adrenalina prima della gara.

Finché si arriva alla linea di partenza, il 15 agosto, tra la folla di partecipanti e appassionati posti di fronte ad un percorso leggendario: 3,8 km a nuoto, 188 km in bici e 42 km a piedi.

Castelli parte subito in controllo, consapevole della fondamentale gestione di gara. Una buona nuotata nel “Plan d’eau” di Embrun senza forzare eccessivamente in vista della zona cambio. Uscita dall’acqua dopo 1 ora e 8 minuti, per intraprendere l’ardua frazione ciclistica. Salite straordinarie che si vedono solo nelle grandi corse a tappe, un alto tasso tecnico con un grande dispendio di energie. Castelli si rende protagonista di un’ottima frazione, conscio di dover chiudere ancora con la maratona finale.

Grande tenacia in quest’ultimo frangente per l’atleta saviglianese, seppur tormentato da un’infiammazione al tendine d’Achille. Ma la testa va oltre, non ci si ferma ad un passo dall’impresa. Si raccolgono le ultime forze ed è finalmente traguardo. La consapevolezza reale di aver sfoderato una grande prestazione in una gara dal sapore particolare.

Sono davvero soddisfatto- commenta Castelli- nonostante la grande fatica ho raggiunto il mio obbiettivo. Un ringraziamento speciale alla mia famiglia, ai compagni di allenamento, ai miei sostenitori e a Emanuele Guercio per i preziosi consigli sulla bici.”

10 Ironman, 5 Embrunman, tempo personale migliorato di 7 giri d’orologio: 13 ore e 6 minuti di gara e medaglia al collo. I numeri parlano da soli, ancora una volta è Ironprof.