Un uomo solo al comando…

…e non era Fausto Coppi!

Domenica 24 agosto ho partecipato al mio secondo mezzo Ironman nella splendida cornice del lago d’Iseo.

Parto il sabato pomeriggio solo soletto, mia moglie deve lavorare e allora mi faccio quasi 4 ore di strada cantando e bevendo Redbull. Arrivo nel hotel e dopo una rapida doccia vado a ritirare il pacco gara e provare, per una volta, a sentire il briefing. Il lago è molto grande e anche molto sporco, fortunatamente immergendo il piedino sento che l’acqua non è troppo fredda. La spiegazione del percorso la tiene Matteo Annovazzi, grande atleta e organizzatore di questa prima edizione del medio di Lovere. Dopo due minuti di parole mi accorgo di pensare alla cena e quindi scappo verso il ristorante, dove memore della pasta e fagioli con Ricky a Piacenza scelgo “solo” un piatto di pasta e un secondo di carne. Dopo un emozionante Juve-Sassuolo, in cui non riesco neanche a incazzarmi con Padoin talmente sono stanco, vado a dormire, anche se la tensione sale… Infatti dormo poco e la sveglia delle 5.30 mi trova con gli occhi aperti. Doccia e colazione, assistito dal signore dell’hotel che memore del suo passato di atleta (credo nel ’45) mi consiglia di mangiare parmigiano e crudo. Rispondo che alle 5.30 non ne ho molta voglia. Arrivo con consueto anticipo, la gara inizia alle 7.30 e siamo quasi in 300. Partenza in acqua per i 1900m di nuoto, prima difficoltà il posizionamento di sole 3 boe, la prima a 800m non riesco neanche a vederla e quindi opto per la tattica “segui quello davanti”. Scopro dopo poco che quello davanti non sa dove sta andando e prosegue in un curioso zigzag che finisce quando esasperato gli mollo uno spintone per allontanarlo. Comunque gara tranquilla, esco in 36’ e il GPS mi dice che ho fatto 2150m! Se andavo dritto un buon 32/33’ ce li avevo. Il cambio è veloce, meno di 3’, inforco la bici e via. Il percorso per 50km è un saliscendi non difficile, mi metto in posizione e pesto come un fabbro, e tengo una buona media dei 35/36kmh con un solo momento di difficoltà al 40km. Mi accorgo che, nonostante sia campionato italiano NODRAFT, la gente prende la scia che è un piacere, considerando la completa assenza di giudici. Non mi sembra giusto, infatti faccio dei poderosi scatti per staccarmi dai gruppettini, sono uomo d’onore io! Dopo il 50km arriva il muro in salita di 7,5km al 10% di media. Lì perdo tutta la mia baldanza e avanzo lentamente per paura di pagare nella corsa. La proverbiale simpatia dei bresciani/bergamaschi appare a 2km dalla cima dove una signora a bordo strada ride e dice a tutti: “dai che manca ancora tanto!”. Sono maturato e non grido cosa penso io e tutti gli altri colleghi… Mi sorpassano in molti, sulla salita dovrò lavorare nei prossimi mesi… Discesa tranquilla e poi rettilineo fino all’arrivo. La corsa è il pericolo maggiore, nell’ultima gara mi è apparsa la Madonna di Piacenza. Nonostante la mia fede, questa volta non La voglio vedere, quindi parto con estrema calma. Dopo pochi km capisco che i gel dell’Enervit al mio stomaco non fanno bene e mi sento come quando mi svegliavo dopo una serata all’Evita. Resisto, non mi fermo, non mi voglio fermare neanche a camminare e avanzo. Mi passa un poco il malessere e finalmente riesco a bere acqua. Senza eccessivi problemi, tranne le francesi che sul percorso sanno solo dire DAIDAIDAI come Allegri,  arrivo in 4h55’, tempo ingannevole perché la bici era sotto i 90km e la corsa 20km, comunque bene così. 131esimo finale, il 130esimo è il mitico Tino Bettoni che non sono riuscito a raggiungere di corsa, per essere un M4 va come un treno! Bella esperienza, mi manca solo più il Natureman di ottobre per completare il tris di mezzi Ironman 2014 e puntare alla distanza lunga per il 2015!

Gio