IRONMAN FRANCOFORTE 06 LUGLIO 2014

Arrivo con la famiglia giovedì 04 a Francoforte. Nel pomeriggio ritiro numero e zaino gara, gli stand sono ancora in allestimento e l’atmosfera iron è ancora bassa. Alle 19 night run staffetta 3 x 5 km corsa con claudia (mia moglie) e Sara (mia figlia).

Manifestazione con un sacco di partecipanti (circa 3000) ma atmosfera poca. Sti crucchi sono proprio freddi!!! Malgrado il clima tropicale il venerdì vado in bici a provare le salite del percorso ciclistico ed a testare la nuova sella che ho dovuto mettere x sostituire quella che mi ha accompagnato in questi mesi di allenamento ma che all’ultimo mi ha tradito facendomi uscire un gonfiore che mi impediva di pedalare. Sella ok salite impegnative ma brevi percorso per quello che ho visionato bello scorrevole con asfalto meraviglioso. Venerdì pomeriggio preparazione della bike e delle sacche x le transizioni. Sabato nel pomeriggio porto al lago la bike e le sacche, piove temperatura decisamente calata, la zona cambio con 3000 bici è spettacolare, memorizzo dove ho appeso la sacca x la T1, un’occhiata al lago e ritorno al campeggio.
Domenica ore 3,45 sveglia, colazione e poi sveglio il resto della famiglia. 4,50 siamo sulla metro x il centro ed alle 5,15 sul bus che ci porta al lago per la prima frazione e la T1. Arrivati al lago c’è il mondo, controllo la pressione dei tubolari poso borracce e panini sulla bike, controllo la sacca x la T1, tutto bene. Cessi con coda chilometrica ma una cagatinapregara ci sta ed allora mettiamo pazienza. Con la bombola dell’ossigeno entro perché i wc chimici qui in Germania sono come le latrinen di Sturmtruppen, non si tira l’acqua, si caga a vista su tutto ciò che stato fatto prima!! Dopo questa boccata di aria mi preparo, vaselina, muta, cuffia e occhialini mi avvicino all’acqua. Un bacio alla mia dolce metà e mi perdo tra i vari partenti. 6,45 partono i prof (cuffie blu) e altri non ben definiti (cuffie verdi). Ore 7,00 è il nostro turno (cuffie gialle). L’acqua è già torbida tromba e in 2000 partiamo. Non si vede più in là di un metro, i primi 500 sono da panico, un paio di cazzotti, gli occhialini che si tolgono per un’altra manata e alla prima boa qualcuno pensa bene sia meglio passarmi sopra che non di fianco. Poi il gruppone si allunga e si nuota meglio. Ai 1900 uscita sulla spiaggia all’australiana e secondo giro. Tutto prosegue bene, esco, pensavo in un crono migliore ma va bene. Bagno libero, pisciatina prima di inforcare la bici e partire. Le strade sono ancora bagnate ma si scorre bene c’è il sole ma l’aria è piacevole. Il percorso non ti lascia respiro bisogna sempre spingere e non ci sono tratti dove poter rifiatare. Cerco di mangiare e bere regolarmente ed il primo giro vola via, nel secondo il vento si fa più forte e la fatica inizia a farsi sentire. Cerco di controllare lo sforzo, ho mangiato tutti e 15 i paninetti ed i 2 gel. Arrivo al T2 bene. Lascio la bici ad un volontario recupero la sacca cambio veloce con annesso crampo e si parte per la terza frazione. Trovo subito il ritmo che mi ero prefisso x la maratona, le gambe girano bene ma il cuore inizia a dirmi che così non farò molta strada. Allora ad ogni rifornimento rallento, cammino, bevo prendo un gel ed unospicchio di limone e poi riparto per il rifornimento successivo. Il percorso della corsa consiste in quattro giri sulle due spone del fiume Main sulla pista ciclabile e con piccoli parchi alberati. Zone dove la maggior parte dei teutonici passa il weekend a fare i picnic. Totalmente disinteressati alla manifestazione cucinano wurstel ed altre leccornie che dopo aver mangiato gel per ore uno si fermerebbe volentieri a mangiarsi un panino con crauti e salsiccia al posto del gel gusto mela verde!!!! Per fortuna i chilometri scorrono ed anche il tempo. Qualche crampo dopo il trentesimo torna a trovarmi ma negli ultimi chilometri l’adrenalina ti fa entrare in un’altra dimensione si avvicina il traguardo, i dolori svaniscono, le voci attorno diventano ovattate, la corsa diventa zen, il cervello ti dice che è fatta e con un sorriso da ebete corri come se fossi in una bolla. Poi arrivo agli ultimi 200 metri e forse unica cosa degna di nota dell’organizzazione di questo Ironman, si entra in una piazza con un antica cattedrale qui hanno allestito delle tribune da stadio piene di persone che urlano. Al fondo l’arco dell’arrivo con al di sopra uno schermo gigante dove puoi vederti nei tuoi ultimi metri, a terra un tappeto rosso e blu sul quale ti sembra di volare. Varchi la soglia con il tempo della tua prestazione ed il tuo nome. Appena oltrepassata la linea di arrivo un volontario a te dedicato ti appende un pataccone da 20 kg al collo e ti scorta all’area atleti offrendoti volendo anche un passaggio in barella ed eventuale flebo x riprenderti. Ti porta alla zona ristoro e dopo la foto di rito ti saluta. Ritiro la maglietta finisher e cerco la mia famiglia.
SEMPRE DURO, SEMPRE MAGICO QUESTO è L’IRONMAN

Ciaffer